Seleziona una lettera dell’alfabeto: A B C D E F G I J L M N O P Q R S T U V Z

Genserico Fontana



PRESENTAZIONE

Nessuna foto per ora disponibile Di anni 25. Nato il 26 gennaio 1918 a Roma. Sposato. Di professione tenente dei carabinieri. Laureatosi in giurisprudenza, decide di intraprendere la carriera militare e si iscrive al corso allievi ufficiali di Spoleto (PG). Ottenuto il grado di sottotenente, con l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale viene assegnato al III Reggimento del corpo dei granatieri, dislocato in Albania e Grecia, dove viene ferito in combattimento. Insignito della croce di guerra al valor militare, Fontana è promosso capitano e, verso la fine del 1942, trasferito all’Arma dei carabinieri. Ufficiale del XXVI battaglione, dopo qualche tempo è aggregato alla legione Lazio ed è incaricato di assumere la tenenza ad interim di L’Aquila. In virtù di questa posizione, dopo il 25 luglio diviene il carceriere di Mussolini a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. All’annuncio dell’armistizio è costretto a rifugiarsi a Roma, perché accusato di essere badogliano ed in procinto di essere arrestato dai tedeschi. Unitosi alle prima organizzazioni della Resistenza cittadina, raduna intorno a sé un gran numero di carabinieri sbandati e forma con essi otto diverse squadre armate, chiamate poi "Nucleo Fontana". Scampato nuovamente alla cattura nel mese di ottobre, il 10 dicembre è tradito da una delazione e sorpreso nello studio dell’avvocato Realino Carboni mentre sta prelevando del denaro per finanziare la lotta di liberazione. Immediatamente tradotto nel penitenziario di Regina Coeli, il 24 marzo 1944 è selezionato dai nazisti per essere fucilato alle Fosse Ardeatine con altri 334 detenuti, in rappresaglia all’attentato partigiano di Via Rasella del giorno precedente. Alla memoria di Genserico Fontana è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: "In momenti di drammatiche difficoltà per il Paese, conscio dei suoi doveri di soldato, si rifiutava di collaborare col nemico, e con grave rischio sfuggiva alla cattura per la deportazione dopo essersi adoperato con tutte le sue forze per mettere in salvo buona parte dei suoi dipendenti. Pur sapendosi attivamente ricercato iniziava tra enormi difficoltà e pericoli l’organizzazione di una banda armata, dando ai suoi dipendenti ampia assistenza morale e materiale. Incurante dei bandi tedeschi, si prodigava instancabilmente per trasportare e nascondere armi necessarie ai suoi organizzati. Catturato su delazione di spia sebbene sottoposto per lunghi mesi a privazioni e torture di ogni genere, manteneva il più assoluto silenzio evitando di far scoprire le fila dell’organizzazione di cui era l’animatore. Nessuna lusinga o allettamento dei suoi aguzzini lo faceva deflettere dal giuramento prestato. Compreso solo del bene della Patria donava la sua giovane esistenza affrontando serenamente la morte per fucilazione nelle Fosse Ardeatine. Luminoso esempio di fedeltà, di onore e sprezzo della vita. Fronte clandestino di resistenza, 8 ottobre 1943-24 marzo 1944."

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 26 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 26/1/1918
Luogo di nascita Roma

Data di morte: 24/3/1944
Luogo di morte: Fosse Ardeatine . C'è memoria epigrafica
Comune di morte: Roma
Regione di morte:Lazio

Titolo di studioLaurea. Laurea in Giurisprudenza; frequenta il corso allievi ufficiali di Spoleto.
Categoria professionaleUfficiali, impiegati pubblici e privati, pensionati
Professione Capitano dell'Arma dei Carabinieri Entrato nell'arma verso la fine del 1942, è assegnto al XXVI battaglione; in seguito viene trasferito alla legione del Lazio ed assume il comando ad interim della tenenza di L'Aquila.
Appartenenza alle Forze armateEsercito
Arma Fanteria, corpo dei granatieri
Reparto tiburio III Reggimento granatieri
GradoSottotenente
Località di servizioAlbania; poi Grecia

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Tipologia del condannato:Partigiano
Prima formazione nella Resistenza: autunno 1943 - 10/12/1943
Tipo di reparto: Formazione
Nome del reparto: Formazione Nucleo Fontana
Condizione al momento della morte: Combattente
Agente della condanna: Decisione di un comando militare
Tipo di esecuzione: Nazista
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Tradito da una delazione, viene catturato dai tedeschi il 10 dicembre 1943, a Roma. Rinchiuso nel penitenziario cittadino di Regina Coeli, vi resta fino al 24 marzo 1944, quando viene scelto dai nazisti per essere fucilato con altri 334 detenuti nella rappresaglia delle Fosse Ardeatine.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Il 23 marzo 1944 32 soldati tedeschi perdono la vita in Via Rasella, a causa di un attentato partigiano. La rappresaglia scatta inesorabile il giorno successivo. Dopo mezza giornata di ricerche frenetiche, le SS, sotto il coordinamento del Ten. Col. Herbert Kappler, radunano 320 detenuti, tra ebrei e prigionieri politici, ed individuano il luogo adatto all’esecuzione: le Fosse Ardeatine, antiche cave nei pressi della via Ardeatina, poco fuori Roma. Poco dopo l’ora di pranzo tuttavia, muore un altro dei feriti nell’attacco del giorno precedente. E’ la trentatreesima vittima, perciò si richiedono altri 10 detenuti da giustiziare. E’ lo stesso Kappler ad individuarli, tra gli ebrei arrestati in mattinata. Nel primo pomeriggio i condannati vengono caricati sui camion, senza che venga data loro alcuna spiegazione; il loro numero totale è di 335. Arrivati alle Fosse, vengono condotti, 5 per volta, nel profondo delle grotte, posti in ginocchio e fucilati alla nuca. La terribile processione di morte si chiude soltanto alle 7 di sera, quando anche l’ultimo nome viene cancellato dalla lista. Subito dopo le mine vengono fatte esplodere e la cava crolla sui cadaveri, allo scopo di nascondere l’orrore della strage.
Riconoscimenti:militare: Medaglia d'oro
Collegamenti:Strage di Fosse Ardeatine , comune di Roma . 24/3/1944
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Ferdinando Agnini | Anonimo Anonimo | Anonimo (le mie prigioni) Anonimo | Anonimo (ormai per me...) Anonimo | Anonimo (W Italia) Anonimo | Antonio Ayroldi | Ugo Baglivo | Marcello Bucchi | Giuseppe Celani | Saverio Coen | Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo | Gerardo De Angelis | Alberto Fantacone | Dardano Fenulli | Edmondo Fondi | Gioacchino Gesmundo | Maurizio Giglio | Epimenio Liberi | Umberto Lusena | Enrico Mancini | Alberto Marchesi | Vittorio Marimpietri | Sabato Martelli Castaldi | Orlando Orlandi Posti | Antonio Prosperi | Domenico Ricci | Simone Simoni | Raffaele Zicconi |

BIBLIOGRAFIA

  • Mario Avagliano - Gabriele Le Moli Muoio innocente. Lettere di caduti della Resistenza a Roma, Milano, Mursia, 1999, pp. 88-89
  • Giuseppe Bona Martirio ed eroismo di Genserico Fontana Medaglia d’oro al valor militare, Roma, Tipografia Pais, 1954
  • Martino Contu I Martiri Sardi delle Fosse Ardeatine. I militari, Cagliari, AM&D Edizioni, 1999, pp. 132, 134, 136, 137, 138, 145, 147, 154, 155, 170, 252
  • Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Roma, Donzelli, 1999

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

» Leggi
Lettera a Padre, scritta in data 00-02-1944
Località di stesura: Carcere di Regina Coeli, Roma
Stato del documento: copia

La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

Collocazione archivistica:
Fondo Raccolta Franzinelli/Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza 1943-1945

Collocazione bibliografica:
Giuseppe Bona, Martirio ed eroismo di Genserico Fontana Medaglia d'oro al valor militare, Roma, Tipografia Pais, 1954, p. 79


INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI