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Epimenio Liberi



PRESENTAZIONE

Nessuna foto per ora disponibile Di anni 23. Nato il 16 luglio 1920 a Popoli, in provincia di Pescara. Sposato e padre di tre figli. Di professione commerciante. Arruolato nel Regio esercito italiano con il grado di sergente durante la seconda guerra mondiale, all’annuncio dell’armistizio si trova a Roma e partecipa ai combattimenti di Porta San Paolo per difendere la città dall’invasione delle truppe germaniche. Dopo l’occupazione tedesca, si collega con l’organizzazione clandestina del Partito d’Azione ed entra a far parte delle bande di Monte Soratte (a pochi chilometri dalla capitale). Arrestato dai tedeschi il 20 dicembre 1943, viene condotto nelle carceri romane di Via Tasso, dove condivide la cella con don Giuseppe Morosini. Ripetutamente interrogato e torturato, il 14 gennaio 1944 Epimenio Liberi viene trasferito nel penitenziario di Regina Coeli. Il 24 marzo è selezionato dai nazisti per essere fucilato con altri 334 detenuti nella rappresaglia delle Fosse Ardeatine.

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 23 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 16/7/1920
Luogo di nascita Popoli
Provincia di nascita Pescara

Data di morte: 24/3/1944
Luogo di morte: Fosse Ardeatine . C'è memoria epigrafica
Comune di morte: Roma
Regione di morte:Lazio

Categoria professionaleIndustriali, commercianti
Professione Commerciante
Appartenenza alle Forze armateEsercito
GradoSegente

Appartenenza politicaAzionista

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Tipologia del condannato:Partigiano
Prima formazione nella Resistenza: autunno 1943 - 24/3/1944
Tipo di reparto: Banda
Nome del reparto: Banda partigiana del Monte Soratte
Condizione al momento della morte: Combattente
Agente della condanna: Decisione di un comando militare
Tipo di esecuzione: Nazista
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Arrestato dai tedeschi il 20 dicembre 1943, viene incarcerato in Via Tasso (a Roma). Interrogato e torturato, il 14 gennaio 1944 viene trasferito nel penitenziario di Regina Coeli. Il 24 marzo è selezionato dai nazisti per essere fucilato nella rappresaglia delle Fosse Ardeatine insieme ad altri 334 detenuti.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Il 23 marzo 1944 32 soldati tedeschi perdono la vita in Via Rasella, a causa di un attentato partigiano. La rappresaglia scatta inesorabile il giorno successivo. Dopo mezza giornata di ricerche frenetiche, le SS, sotto il coordinamento del Ten. Col. Herbert Kappler, radunano 320 detenuti, tra ebrei e prigionieri politici, ed individuano il luogo adatto all’esecuzione: le Fosse Ardeatine, antiche cave nei pressi della via Ardeatina, poco fuori Roma. Poco dopo l’ora di pranzo tuttavia, muore un altro dei feriti nell’attacco del giorno precedente. E’ la trentatreesima vittima, perciò si richiedono altri 10 detenuti da giustiziare. E’ lo stesso Kappler ad individuarli, tra gli ebrei arrestati in mattinata. Nel primo pomeriggio i condannati vengono caricati sui camion, senza che venga data loro alcuna spiegazione; il loro numero totale è di 335. Arrivati alle Fosse, vengono condotti, 5 per volta, nel profondo delle grotte, posti in ginocchio e fucilati alla nuca. La terribile processione di morte si chiude soltanto alle 7 di sera, quando anche l’ultimo nome viene cancellato dalla lista. Subito dopo le mine vengono fatte esplodere e la cava crolla sui cadaveri, allo scopo di nascondere l’orrore della strage.
Collegamenti:Strage di Fosse Ardeatine , comune di Roma . 24/3/1944
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Ferdinando Agnini | Anonimo Anonimo | Anonimo (le mie prigioni) Anonimo | Anonimo (ormai per me...) Anonimo | Anonimo (W Italia) Anonimo | Antonio Ayroldi | Ugo Baglivo | Marcello Bucchi | Giuseppe Celani | Saverio Coen | Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo | Gerardo De Angelis | Alberto Fantacone | Dardano Fenulli | Edmondo Fondi | Genserico Fontana | Gioacchino Gesmundo | Maurizio Giglio | Umberto Lusena | Enrico Mancini | Alberto Marchesi | Vittorio Marimpietri | Sabato Martelli Castaldi | Orlando Orlandi Posti | Antonio Prosperi | Domenico Ricci | Simone Simoni | Raffaele Zicconi |

BIBLIOGRAFIA

  • Attilio Ascarelli - Arrigo Palladini (testi di) Fosse Ardeatine. Geografia del dolore, Roma, Anfim, 2001
  • Mario Avagliano - Gabriele Le Moli Muoio innocente. Lettere di caduti della Resistenza a Roma, Milano, Mursia, 1999, p. 108
  • Arrigo Paladini Via Tasso. Museo storico della liberazione di Roma, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1986
  • Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Roma, Donzelli, 1999

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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Lettera a Moglie,
Località di stesura: Carceri di Via Tasso, Roma
Stato del documento: autografo


La lettera è conservata presso: Museo Storico della Liberazione di Roma, Via Tasso, 145 - Roma
tel: 067003866 - fax: 0677203514
e-mail: viatasso@viatasso.it

Collocazione archivistica:
II piano, cella n. 3

Note al documento:
L'archivio INSMLI conserva copia digitale dell'originale nel Fondo Raccolta Franzinelli/Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza 1943-1945. L'amico Peppino nominato nella lettera è Don Giuseppe Morosini, compagno di cella di Epimenio Liberi, fucilato a Forte Bravetta il 3 aprile 1944.

INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI