- L'archivio contiene 1 lettera di Ottavio Cirulli
PRESENTAZIONE
Di anni 37. Nato il 2 ottobre 1906 a Cerignola, provincia di Foggia. Sposato e padre di 5 figli. Di professione calzolaio. Con l’instaurarsi del regime fascista, per evitare il confino emigra per qualche tempo in Unione Sovietica. Rientrato in patria, si stabilisce a Roma ed apre una bottega dove esercita la propria professione di artigiano. Di ideologie cattolico-comuniste, alla caduta di Mussolini entra a far parte del movimento clandestino Bandiera Rossa. Dopo l’armistizio si unisce alla formazione militare comandata da Romolo Iacopini, occupandosi di reclutare nuovi combattenti e di nascondere armi e agenti segreti inglesi all’interno del palazzo ove risiede. Tradito da una delazione, l’11 dicembre 1944 viene sorpreso dai nazifascisti mentre si trova a casa di Enzio(?) Malatesta a progettare un atto di sabotaggio alle Capannelle. Immediatamente arrestato, Cirulli viene tradotto e rinchiuso nel penitenziario di Regina Coeli. Il 28 gennaio 1944 il Tribunale militare tedesco si riunisce all’albergo Flora per processarlo assieme a molti altri esponenti di Bandiera Rossa. Due giorni dopo arriva la sentenza: su sedici imputati, cinque sono condannati alla detenzione in campo di concentramento ed undici alla pena capitale. Il 2 febbraio 1944 Ottavio Cirulli, Ettore Arena, Benvenuto Baviali, Branko Bichler, Romolo Iacopini Ezio Malatesta, Carlo Merli, Augusto Parodi, Gino Rossi (Bixio), Guerrino Sbardella e Filiberto Zolito vengono prelevati dalla cella e condotti a Forte Bravetta. Qui vengono posti dinanzi ad un plotone d’esecuzione composto da militi della PAI (Polizia Africa Italiana) che però, al momento dell’esecuzione, sparano per lo più a terra o alle gambe, mancando volutamente i bersagli. E’ quindi l’ufficiale medico tedesco a dover giustiziare i sopravvissuti alla raffica, con un colpo di pistola alla nuca.
DATI ANAGRAFICI
| Età | 37 anni |
| Genere | Maschio |
| Stato civile | Coniugato |
| Data di nascita | 2/10/1906 |
| Luogo di nascita | Cerignola |
| Provincia di nascita | Foggia |
| Residenza | Roma |
| Data di morte: | 2/2/1944 |
| Luogo di morte: | Forte Bravetta . C'è memoria epigrafica |
| Comune di morte: | Roma |
| Regione di morte: | Lazio |
| Categoria professionale | Operai |
| Professione | Calzolaio |
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ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA
| Tipologia del condannato: | Partigiano |
| Prima formazione nella Resistenza: | autunno 1943 - 11/12/1943 |
| Tipo di reparto: | Formazione |
| Nome del reparto: | Formazione comandata da Romolo Iacopini, appartenente al movimento Bandiera Rossa di Roma |
| Condizione al momento della morte: | Combattente |
| Agente della condanna: | Sentenza di un tribunale. Tribunale militare di guerra tedesco di Roma - Sentenza emessa in data 30/1/1944. |
| Esecuzione: | Nazifascista |
| Circostanza della morte: | Strage |
| Descrizione della circostanza della morte: | Tradito da una delazione, viene arrestato l’11 dicembre 1943 a casa di Enzio Malatesta. Incarcerato a Regina Coeli, viene condannato a morte dal tribunale militare di guerra tedesco il 28 gennaio 1944. Verrà fucilato a Forte Bravetta il 2 febbraio successivo. |
| Causa della morte: | Fucilazione |
| Modalità dell'esecuzione | Il giorno 2 febbraio 1944 i partigiani di Bandiera Rossa Ettore Arena, Benvenuto Baviali, Branko Bichler, Ottavio Cirulli, Romolo Iacopini, Enzio Malatesta, Carlo Merli, Augusto Parodi, Gino Rossi (Bixio), Guerrino Sbardella e Filiberto Zolito vengono portati fuori dal carcere e condotti a Forte Bravetta. Qui vengono posti dinanzi ad un plotone d’esecuzione composto da militi della PAI (Polizia Africa Italiana) che però, al momento dell’esecuzione, spara per lo più a terra, mancando volutamente i bersagli. Sarà un ufficiale tedesco a giustiziare i sopravvissuti alla raffica con un colpo alla nuca. |
| Collegamenti: | Strage di Forte Bravetta , comune di Roma . 2/2/1944 Visualizzazione ingrandita della mappa |
| Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: | Romolo Iacopini | Guerrino Sbardella | |
BIBLIOGRAFIA
- Mario Avagliano - Gabriele Le Moli Muoio innocente. Lettere di caduti della Resistenza a Roma, Milano, Mursia, 1999, pp. 61-63
COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA
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Lettera a Moglie e ai figli,
Località di stesura: Carcere di Regina Coeli, Roma
Stato del documento: copia
La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano
Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano
Collocazione archivistica:
Fondo Raccolta Franzinelli/Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza 1943-1945
Pur essendo senza data, sembra logico supporre che la lettera fu scritta tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 1944, rispettivamente data della condanna a morte e dell'esecuzione di Ottavio Cirulli. A pag. 61 del volume curato da Mario Avagliano e Gabriele Le Moli "Muoio innocente. Lettere di caduti della Resistenza a Roma (Milano, Mursia, 1999) una nota spiega che la "L'originale è conservato presso l'archivio di famiglia del figlio Giuseppe".