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Giuseppe Paolo Perotti



PRESENTAZIONE

La foto ritrae il generale Giuseppe Paolo Perotti in uniforme. Di anni 48. Nato il 16 giugno 1895 a Torino. Sposato. Dopo aver frequentato l’Accademia militare di Artiglieria e Genio di Torino, prende parte al primo conflitto mondiale con il grado di sottotenente. Decorato con medaglia di bronzo al valore e promosso capitano per meriti conseguiti sul campo, al termine della guerra sospende la carriera militare e si iscrive alla facoltà di Ingegneria dell’università di Torino. Una volta laureatosi entra nella Direzione del Genio militare del Corpo d’armata, poi è trasferito all’Ufficio fortificazioni con l’incarico di migliorare la linea difensiva lungo il confine italo-francese. Nominato insegnante di costruzioni presso la Scuola di applicazione di Artiglieria e Genio, nel 1935 ottiene la promozione a tenente colonnello e partecipa alla campagna di Etiopia. Messo a capo del reggimento ferrovieri nel 1938, nel luglio 1942 diventa Generale di brigata e viene assegnato allo Stato maggiore dell’esercito come ispettore delle unità ferroviarie mobilitate. Dopo l’armistizio è tra i primi ad aderire al movimento di liberazione. Membro del 1º Comitato militare regionale piemontese (C.M.R.P.), il 31 marzo 1944 viene arrestato da alcuni elementi della Federazione dei Fasci Repubblicani, che irrompono nella sacrestia della chiesa di San Giovanni, a Torino, durante una riunione clandestina. Incarcerato a Torino, Perotti viene processato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato nei giorni 2 e 3 aprile. Condannato a morte, il 5 aprile successivo viene fucilato da un plotone della GNR (Guardia nazionale repubblicana) al poligono di tiro nazionale del Martinetto. Con lui sono giustiziati anche gli altri appartenenti al CMRP: Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone e Massimo Montano. Alla sua memoria è stata assegnata la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione: "Ufficiale generale di eccezionali doti morali e militari, all’atto dell’armistizio organizzava nell’Italia Settentrionale un’efficace resistenza armata contro l’oppressore tedesco e fascista e dirigeva, con fede ed entusiasmo inesauribili, l’audacissima attività bellica di agguerrite formazioni di patrioti del Piemonte. Con sagacia ed ardimento senza pari portava a termine numerose azioni di sabotaggio contro il traffico ferroviario alla frontiera occidentale, riuscendo ad ostacolare seriamente per oltre tre mesi i movimenti avversari in una importante vallata alpina. Attraverso un’attiva rete informativa da lui creata e diretta, forniva preziose notizie di carattere operativo ai comandi italiani ed alleati. Arrestato dai nazi-fascisti nel corso di una riunione di dirigenti del fronte clandestino di resistenza piemontese, che in lui avevano trovato il capo di altissimo prestigio, manteneva l’assoluto segreto circa il movimento patriota ed assumendo su di sé con nobilissimo gesto, ogni responsabilità, salvava l’organizzazione e la vita di molti suoi collaboratori. Condannato a morte da un tribunale di parte asservito ai tedeschi, affrontava con cosciente fierezza di soldato la morte al grido di « Viva l’Italia». Italia occupata, 8 settembre 1943-5 aprile 1944."

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 48 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 16/6/1895
Luogo di nascita Torino

Data di morte: 5/4/1944
Luogo di morte: Poligono di tiro del Martinetto . C'è memoria epigrafica
Comune di morte: Torino
Regione di morte:Piemonte

Titolo di studioLaurea
Categoria professionaleUfficiali, impiegati pubblici e privati, pensionati
Professione Generale di Brigata del Genio militare Ispettore delle unità ferroviarie mobilitate.
Appartenenza alle Forze armateEsercito
Reparto tiburio Genio
GradoGenerale di Brigata

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Tipologia del condannato:Partigiano
Prima formazione nella Resistenza: settembre 1943 - 5/4/1944
Tipo di reparto: Comitato
Nome del reparto: Comitato militare regionale piemontese (CMRP)
Condizione al momento della morte: Combattente
Agente della condanna: Sentenza di un tribunale. Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Torino - Sentenza emessa in data 3/4/1944.
Esecuzione:Fascista
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Arrestato il 31 marzo 1944 durante una riunione del Comitato Militare Regionale Piemontese (CMRP, di cui è membro). Il 2 e il 3 aprile è processato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Torino e condannato a morte. La sentenza viene eseguita il 5 aprile al poligono di tiro del Martinetto. Con lui vi sono altri 7 partigiani.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Nei giorni 2 e 3 aprile 1944, il Tribunale speciale per la difesa dello Stato processa e condanna a morte i membri del Comando militare regionale piemontese (CMRP), catturati il 31 marzo durante una riunione clandestina nella sacrestia della chiesa di San Giovanni, a Torino. Il giorno 5 aprile Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti vengono portati al poligono di tiro del Martinetto e fucilati da un plotone di militi della GNR.
Riconoscimenti:militare: Medaglia d'oro
Collegamenti:Strage di Poligono di tiro del Martinetto, comune di Torino. 5/4/1944
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Franco Balbis | Quinto Bevilacqua | Giulio Biglieri | Paolo Braccini | Errico Giachino | Eusebio Giambone | Massimo Montano |

BIBLIOGRAFIA

  • Partigiani di fronte alla morte [Lettere di Giuseppe Perotti, Eusebio Giambone, Paolo Braccini, Peppino Pelosi] in "Il movimento di liberazione" fasc. 2, Milano, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, 1949, pp. 3-15
  • Gloria ai Martiri del Martinetto! in "L'Unità (Edizione piemontese)" A. 29, N. 83, Torino, 5 Aprile 1952, p. 2
  • Bianca Ceva 5 anni di storia italiana 1940-1945, Milano, Edizioni di Comunità, 1964, pp. 227, 240, 272
  • Enzo Collotti - Renato Sandri - Frediano Sassi (a cura di) Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2001, vol. I pp. 503, 504; vol. II pp. 150, 192, 207, 219, 340, 432, 506, 55
  • Piero Malvezzi - Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, pp. 245-247
  • Antonino Repaci - Carlenrico Navone Dio e popolo: antologia del Risorgimento e della Resistenza, Torino, Bottega d'Erasmo, 1961, pp. 459 e 546
  • COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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    Lettera a Moglie, scritta in data 03-04-1944
    Località di stesura: Torino
    Stato del documento: copia


    Tipo di copia della lettera: trascrizione a macchina

    La lettera è conservata presso:
    Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

    Indirizzo web:
    http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

    Collocazione archivistica:
    Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 7 fasc. 13

    Note al documento:
    Nella parte superiore della prima pagina, vi sono alcuni brevi cenni biografici su Giuseppe Perotti cancellati da delle righe oblique, manoscritte, in penna nera. Allo stesso modo su ogni foglio del documento è scritto il cognome "Perotti" con un numero progressivo da 1 a 5 per i primi 5 fogli.

    INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI