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Filippo D'Agostino



PRESENTAZIONE

La foto ritrae Filippo D’Agostino Nato a Gravina di Puglia (Bari) il 15 marzo 1885, funzionario delle ferrovie. Con la sua compagna Rita Majerotti, sposata nel 1918, fu tra i primi a credere nel progetto dei "terzisti", come furono definiti coloro che si allinearono alla IIIº Internazionale Comunista. Nel gennaio 1921 entrambi ebbero un ruolo importante nella scissione di Livorno, che portò alla fondazione del Partito Comunista d’Italia. Notissimo sindacalista nelle campagne pugliesi, nel 1922 fu licenziato dalle ferrovie per motivi politici. Consigliere comunale a Bari, venne denunciato per insurrezione contro i poteri dello Stato e fu costretto ad allontanarsi dalla Puglia nel febbraio del 1923. Trasferitosi a Trieste, divenne direttore del quotidiano "Il lavoratore comunista". Una seconda denuncia lo indusse ad espatriare prima in Svizzera, quindi a Londra e infine in Russia. Revocato il mandato di arresto, si stabilì a Roma per un breve periodo, salvo poi emigrare nuovamente in Francia, a Nancy. Dal 1924 al 1926 fece parte dell’apparato della direzione del Partito comunista. Rimpatriato nell’ottobre 1926, fu fermato alla frontiera di Ventimiglia perché accusato di voler riallacciare rapporti con sovversivi e organizzare attentati contro alte personalità. Dopo essere stato rilasciato si diresse a Milano dove dimorò insieme alla moglie. Arrestato per "organizzazione comunista" il 24 novembre 1926, fu confinato per cinque anni prima a Ustica, poi a Favignana e infine a Ponza. Proprio nell’isola laziale D’Agostino si fece promotore di un movimento che si opponeva alla riduzione del sussidio giornaliero, e per questo venne arrestato l’8 dicembre 1930; il giorno 12 fu processato e condannato a tre mesi di carcere. Rimase confinato fino al febbraio del 1932, quando venne amnistiato per il decennale della Marcia su Roma. Negli anni successivi la sua attività di opposizione al regime continuò, finché non venne nuovamente arrestato da agenti di Pubblica sicurezza del commissariato "San Paolo" di Roma il 19 dicembre 1943. Rinchiuso nel penitenziario di Regina Coeli il 24 dicembre 1943, venne deportato prima a Dachau, quindi a Mauthausen, dove venne immatricolato con il n.41987 il 13 gennaio 1944. Il 14 luglio 1944 fu assassinato nel Castello di Hartheim, uno dei sei centri di sterminio dell’Aktion T4, il programma di «eutanasia» nazista. Nel 1955 il Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, conferì a Filippo D’Agostino la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: "Vecchio antifascista che già in precedenza aveva patito carcere e confino, fin dagli inizi partecipava attivamente alla lotta di liberazione. Arrestato e deportato in campo di concentramento in Germania, nonostante gli stenti e le sofferenze inenarrabili cui era sottoposto, continuava a svolgere attiva opera di propaganda e di incitamento alla lotta in mezzo agli internati: scoperto nel tentativo di eliminare i componenti la guardia al campo e sottoposto ad atroci torture, teneva contegno spavaldo e sprezzante tanto che il nemico esasperato finiva per trucidarlo a bastonate" Roma settembre 1943-Mauthausen 14 luglio 1944. Il 27 maggio 2011 nella nuova sede della Camera del Lavoro di Bari gli viene dedicata la sala principale.

Autore della presentazione: Eugenio Iafrate

DATI ANAGRAFICI

Età 59 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 15/3/1885
Luogo di nascita Gravina di Puglia
Provincia di nascita Bari

Data di morte: 14/7/1944
Nazione di morte: Austria
Luogo di morte: Castello di Hartheim
Comune di morte: Alkoven
Provincia di morte:

Categoria professionaleUfficiali, impiegati pubblici e privati, pensionati
Professione Funzionario delle ferrovie Anche giornalista, direttore del quotidiano "Il lavoratore comunista" di Trieste.

Appartenenza politicaComunista

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Tipologia del condannato:Deportato
Motivo della deportazione: Attività antifascista
Luogo della deportazione: Lager di Dachau, poi lager di Mauthausen
Condizione al momento della morte: Deportato
Descrizione della circostanza della morte: Arrestato a Roma da agenti di Pubblica sicurezza il 19 dicembre 1943, viene trattenuto in località ignota fino al 24 dicembre, quando è rinchiuso nel penitenziario di Regina Coeli. Il 4 gennaio 1944 è ricondotto in questura ed inviato al lager di Mauthausen, dove giunge il giorno 13 dello stesso mese. Inabile al lavoro, viene ucciso nel castello di Hartheim, uno dei sei centri di sterminio dell’Aktion T4, il programma di «eutanasia» nazista.
Riconoscimenti:militare: Medaglia d'argento assegnata in data 1955

BIBLIOGRAFIA

  • Amedeo Tosti 9 mesi a Roma : appunti per la storia / Historicus, Roma, Opera nazionale Casa e lavoro fra reduci patrioti e vittime politiche, 1946
  • Universita degli studi [Torino]: Dipartimento di storia Il libro dei deportati / ricerca del Dipartimento di storia dell’Universita di Torino diretta da Brunello Mantelli e Nicola Tranfaglia; promossa da ANED, Associazione nazionale ex deportati, Milano, Mursia, 2009, p. 675

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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Lettera a moglie Rita Majerotti, scritta in data 00-01-1944
Stato del documento: copia



Collocazione bibliografica:
Amedeo Tosti, 9 mesi a Roma : appunti per la storia / Historicus, Roma, Opera nazionale Casa e lavoro fra reduci patrioti e vittime politiche, stampa 1946 (pp. 52-53)

Note al documento:
In base alle ricerche di Eugenio Iafrate, che ci ha gentilmente inoltrato il documento, "La nipote citata, Anna Tonon, era presente da adolescente alle traversie del nonno acquisito e anche alla stazione Tiburtina il 4 gennaio 1944; mi ha sempre detto che l'originale arrivò tramite un agente di pubblica sicurezza italiano in borghese e andò distrutto o durante il bombardamento della loro casa (due passi dalla stazione Ostiense) nel marzo 1944 o nei successivi traslochi fatti assieme alla nonna Rita Majeroti (moglie di D'Agostino e anch'essa nota figura della nascita del PCI)". In base a quanto scritto nel testo, il documento è stato vergato nel gennaio 1944, durante il trasferimento da Dachau a Mauthausen.

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