- L'archivio contiene 1 lettera di Giulio Levi
PRESENTAZIONE
Autore della presentazione: Enrica Cavina
DATI ANAGRAFICI
| Età | 23 anni |
| Genere | Maschio |
| Stato civile | Celibe |
| Data di nascita | 2/2/1921 |
| Luogo di nascita | Roma |
| Residenza | Roma |
| Data di morte: | 15/10/1944 |
| Nazione di morte: | Polonia |
| Luogo di morte: | Stutthof |
| Categoria professionale | Ufficiali, impiegati pubblici e privati, pensionati |
| Professione | Impiegato |
ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA
| Tipologia del condannato: | Deportato |
| Motivo della deportazione: | motivi razziali |
| Luogo della deportazione: | Auschwitz |
| Data della deportazione: | 16/5/1944 | Condizione al momento della morte: | Deportato |
| Descrizione della circostanza della morte: | Tradito da una spia fu arrestato e trattenuto nelle carceri di Regina Caeli fino al 3 aprile quando fu internato a Fossoli. La partenza per Auschwitz avvenne il 16 maggio. Morì a Stutthof il 15 ottobre 1944. |
BIBLIOGRAFIA
- Mario Avagliano - Marco Palmieri Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945, Torino, Einaudi, 2011, p. 312
- Liliana Picciotto Fargion Il libro della memoria. Gli Ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Milano, Mursia, 1991 (nuova ed. 2002), p. 377.
- Manola Ida Venzo - Bice Migliau Le leggi razziali e la Comunità ebraica di Roma 1938-1945, Roma, Archivio di Stato, 2003, pp. 22-23.
COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA
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Lettera a fidanzata, scritta in data 03-05-1944
Località di stesura: Fossoli
Stato del documento: copia
Tipo di copia della lettera: copia digitale
La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano
Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano
Collocazione archivistica:
Fondo Raccolta Franzinelli/Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza 1943-1945
Note al documento:
Nello scrivere un messaggio clandestino alla propria fidanzata, Giulio Levi prende alcune precauzioni: cela la propria identità sotto lo pseudonimo di "Giulia" e utilizza la metafora del marito per indicare l'apparato politico-militare tedesco. L'originale della lettera dovrebbe essere conservato presso l'Archivio di Stato di Roma.
Nello scrivere un messaggio clandestino alla propria fidanzata, Giulio Levi prende alcune precauzioni: cela la propria identità sotto lo pseudonimo di "Giulia" e utilizza la metafora del marito per indicare l'apparato politico-militare tedesco. L'originale della lettera dovrebbe essere conservato presso l'Archivio di Stato di Roma.