Scheda anagrafica

Errico Giachino

PRESENTAZIONE
Fotografia di Errico Giachino
Descrizione della fotografia

La foto ritrae Errico Giachino (Erik) in uniforme militare.

Di anni 28. Nato il 10 marzo 1916 a Torino ed ivi residente. Dopo aver conseguito il diploma all’Istituto tecnico per geometri Sommeiller, si iscrive alla facoltà di Economia e commercio. Campione universitario nei 100 e 200 metri piani, completa il percorso di studi con ottimi esiti e comincia a preparare la tesi mentre già lavora nel settore Assistenza tecnica della Fiat. Espatriato in Germania per lavoro, nel 1941 ritorna in Italia perché richiamato alle armi ed è arruolato nel 15º Reggimento Autieri come sottotenente di complemento. All’annuncio dell’armistizio si trova in licenza nella sua città natale. Dopo aver tentato, con scarso successo, di organizzare una prima resistenza ai tedeschi, si dà alla macchia e si rifugia in montagna. Per circa un mese si occupa di organizzare gli sbandati e di formare le prime bande di partigiani nelle Valli di Lanzo. Tornato a Torino ed entrato in contatto con gli esponenti del Partito socialista, è scelto come membro del 1º Comando militare regionale piemontese (CMRP) in qualità di rappresentante delle Brigate Matteotti. Il 31 marzo 1944, proprio durante una riunione clandestina nella sacrestia della chiesa di San Giovanni (a Torino), Giachino è arrestato con gli altri componenti del CMRP da alcuni elementi della Federazione dei Fasci Repubblicani. Immediatamente incarcerato, sia lui che i suoi compagni vengono processati il 2 e il 3 aprile dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato, che li condanna a morte. Il 5 aprile 1944 Enrico Giachino, Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti sono condotti al poligono di tiro nazionale del Martinetto, e fucilati da un plotone composto da militi della GNR (Guardia nazionale repubblicana). Insignito della Medaglia d’Oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: "Magnifico esempio di eroismo, dalla data dell’armistizio a quella del martirio, assolveva senza sosta importanti e pericolosi incarichi per il potenziamento delle formazioni partigiane. Arrestato ed invitato a collaborare con il nemico in cambio della vita e della libertà, rifiutava sdegnosamente resistendo anche allo strazio della madre presente all’interrogatorio. Processato e condannato a morte affrontava con fiero stoicismo il plotone di esecuzione e al grido di " Viva l’Italia!" offriva la propria vita in olocausto alla rinascita della Patria. Torino, 5 aprile 1944.". La data del decreto è in corso di verifica.

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

ANAGRAFICA

Dati personali

Età
28 anni
Genere
Maschio
Stato civile
Celibe
Data di nascita
10/3/1916
Luogo di nascita
Torino
Residenza
Torino

Morte e condanna

Data di morte
5/4/1944
Luogo di morte
Poligono di tiro del Martinetto
Memoria epigrafica
Presente
Comune di morte
Torino
Regione di morte
Piemonte

Istruzione, professione e servizio

Titolo di studio
studi universitari. Laureando alla facoltà di Economia e commercio all'università di Torino.
Categoria professionale
Condizioni non professionali
Professione
Studente
Appartenenza alle Forze armate
Esercito
Reparto
15° Reggimento Autieri
Grado
Sottotenente
ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA

Profilo e appartenenza

Nome di battaglia
Erich
Tipologia del condannato
partigiano

Formazioni nella Resistenza

Prima formazione nella Resistenza

Periodo
autunno 1943 – 5/4/1944
Tipo di reparto
Comitato
Nome del reparto
Comitato militare regionale piemontese (CMRP)
Grado conseguito
Rappresentante delle Brigate Matteotti

Seconda formazione nella Resistenza

Periodo
gennaio 1944 – 5/4/1944
Tipo di reparto
Divisione
Nome del reparto
Divisione B. Buozzi

Condanna e circostanze

Condizione al momento della morte
combattente
Agente della condanna
sentenza di un tribunale. Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Torino – Sentenza emessa in data 3/4/1944
Esecuzione
fascista
Circostanza della morte
strage
Descrizione della circostanza della morte

Rappresentante delle formazioni Matteotti all'interno del CMRP (Comando militare regionale piemontese), Errico Giachino viene arrestato assieme ai suoi compagni durante una riunione clandestina nella sacrestia della chiesa di San Giovanni, a Torino. Processato il 2 e il 3 aprile dal Tribunale speciale, viene condannato a morte. La sentenza è eseguita il giorno 5, al poligono di tiro del Martinetto.

Causa della morte
fucilazione
Modalità dell’esecuzione

Nei giorni 2 e 3 aprile 1944, il Tribunale speciale per la difesa dello Stato processa e condanna a morte i membri del Comando militare regionale piemontese (CMRP), catturati il 31 marzo durante una riunione clandestina nella sacrestia della chiesa di San Giovanni, a Torino. Il giorno 5 aprile Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti vengono portati al poligono di tiro del Martinetto e fucilati da un plotone di militi della GNR.

Riconoscimenti

Riconoscimento
militare: Medaglia d'oro

Collegamenti

Gruppo o episodio
strage di Poligono di tiro del Martinetto, comune di Torino. 5/4/1944
BIBLIOGRAFIA
  1. Gloria ai Martiri del Martinetto! in «L'Unità (Edizione piemontese)», A. 29, N. 83, Torino, 5 Aprile 1952, p. 2
  2. Erich Giachino in «La Voce della Fiat», Torino
  3. Enzo Collotti – Renato Sandri – Frediano Sassi (a cura di) Dizionario della Resistenza Torino, Einaudi, 2001, vol. II p. 552
  4. Piero Malvezzi – Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945 Torino, Einaudi, 2003, pp. 135-137
    La descrizione archivistica del Fondo Malvezzi è pubblicata in Il mondo di Piero. Un ritratto a più voci di Piero Malvezzi, a cura di Gabriella Solaro, Milano, Franco Angeli, 2008. Scarica la descrizione archivistica (PDF)
  5. Giampaolo Pansa "Viva l’Italia libera!". Storia e documenti del primo Comitato militare del C.L.N. regionale piemontese Torino, Città di Torino. Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea, 2004
COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

Lettera 1

Lettera a genitori

Leggi la lettera
Località di stesura
Torino
Stato del documento
copia
Tipo di copia
trascrizione a macchina

Conservazione e riferimenti

Sede archivistica
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano
Collocazione archivistica

Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 6 fasc. 12

Scarica la trascrizione diplomatica (PDF) 34 kb

Lettera 2

Lettera a Teresa

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Località di stesura
Torino
Stato del documento
copia
Tipo di copia
trascrizione a macchina

Conservazione e riferimenti

Sede archivistica
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano
Collocazione archivistica

Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 6 fasc. 12

Scarica la trascrizione diplomatica (PDF) 31 kb

INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI

Per approfondire la ricerca su Errico Giachino (nome di battaglia: Erich), puoi consultare le risorse dell'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Istoreto).

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