Scheda anagrafica

Claudio Franchi

PRESENTAZIONE
Fotografia non disponibile

Di anni 19, panettiere. Nato il 19 gennaio 1926 a Robbio Lomellina (Pavia), dove i genitori originari di Luzzara (Reggio Emilia) si erano trasferiti in cerca di lavoro, ritornò con essi al loro paese natio ancora bambino. A Luzzara frequentò la Scuola elementare, dopodiché iniziò a lavorare come apprendista presso un fornaio del luogo. Dopo l’8 settembre 1943 fu obbligato ad entrare in formazioni paramilitari fasciste. Fuggito, si rifugiò presso lo zio fino a quando, per evitare i bandi della R.S.I. di chiamata alle armi, si offrì per il lavoro nell’organizzazione Todt. Il 27 settembre 1944 entrò ufficialmente nelle fila della 77ª Brigata S.A.P. operante tra la via Emilia e il Po, ma conservò la copertura fornitagli dall’impiego presso la Todt. All’alba del 12 aprile 1945, Luzzara fu accerchiata dalla BN «Pappalardo» e da altre fatte affluire nel Reggiano. Il rastrellamento portò alla cattura di circa sessanta abitanti tra i quali Franchi. Condotto alle scuole di Reggiolo, fu interrogato e torturato. Non avendo fornito informazioni utili ai brigatisti, il giorno successivo fu condotto, insieme ad alcuni compagni di lotta sorpresi come lui dal rastrellamento, presso le mura del cimitero di Reggiolo e costretto a scavare la propria fossa. Il 14 aprile fu fucilato da un plotone di BN insieme a Celestino Iotti, Enzo Dalai, Lino Soragna, Jules Federico Tagliavini, Walter Compagnoni e Balilla Nodolini.

Autore della presentazione: Enrica Cavina

ANAGRAFICA

Dati personali

Età
19 anni
Genere
Maschio
Stato civile
Celibe
Data di nascita
19/1/1926
Luogo di nascita
Robbio Lomellina
Provincia di nascita
Pavia
Residenza
Luzzara

Morte e condanna

Data di morte
14/4/1945
Luogo di morte
Muro di cinta del cimitero di Reggiolo
Comune di morte
Reggiolo
Provincia di morte
Reggio Emilia
Regione di morte
Emilia Romagna

Istruzione, professione e servizio

Titolo di studio
licenza elementare
Categoria professionale
Operai
Professione
Apprendista. Apprendista fornaio.
ATTIVITÀ NELLA RESISTENZA

Profilo e appartenenza

Tipologia del condannato
partigiano

Formazioni nella Resistenza

Prima formazione nella Resistenza

Periodo
27/09/1944 – aprile 1945
Tipo di reparto
Brigata
Nome del reparto
Brigata SAP 77ª

Condanna e circostanze

Condizione al momento della morte
combattente
Agente della condanna
decisione di un comando militare
Esecuzione
fascista
Tipo di esecuzione
fascista
Circostanza della morte
strage
Descrizione della circostanza della morte

Appartenente a un distaccamento con sede a Luzzara della 77ma Brigata S.A.P., attiva fra la via Emilia e il Po, fu catturato il 12 aprile 1945 con circa sessanta abitanti di Luzzara in seguito ad un rastrellamento condotto dalla Brigata Nera. Il giorno seguente fu condotto, insieme ai compagni di lotta con cui era stato catturato, presso le mura del cimitero di Reggiolo e costretto a scavare la propria fossa. Ricondotto nella suola-carcere, fu poi orribilmente torturato.

Causa della morte
fucilazione
Modalità dell’esecuzione

Catturati il 12 aprile 1945 in seguito a un rastrellamento, sottoposti a interrogatori e torture, Celestino Iotti, Enzo Dalai, Claudio Franchi, Lino Soragna, Jules Federico Tagliavini, Walter Compagnoni e Balilla Nodolini furono fucilati presso il muro di cinta del cimitero di Reggiolo da un plotone di BN.

Collegamenti

Gruppo o episodio
strage di Muro di cinta del cimitero di Reggiolo, comune di Reggiolo (Reggio-Emilia). 14/4/1945
Altre persone dello stesso gruppo di cui esistono lettere
BIBLIOGRAFIA
  1. Albo d’oro dei partigiani della provincia di Reggio Emilia caduti nella guerra di Liberazione Reggio Emilia, A.N.P.I., 1950, p. 161.
  2. Guerrino Franzini Storia della Resistenza reggiana Reggio Emilia, Nuova Futurgraf, 1995 (quarta ed.), p. 688, p. 862.
COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

Lettera 1

Lettera a Madre

Leggi la lettera
Data di scrittura
14-04-1945
Località di stesura
Reggiolo
Stato del documento
copia
Tipo di copia
foto da originale

Conservazione e riferimenti

Sede archivistica
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano
Collocazione archivistica

Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 8 fasc. 15

Note al documento

Le ultime due righe sono scritte in verticale, una su ogni lato del foglio. Guerrino Franzini, l’autore del volume Storia della Resistenza reggiana in cui sono riportati i messaggi dei condannati a morte di tale provincia il 14 aprile 1945, afferma che i messaggi originali di Dalai, Franchi Claudio, Iotti, Soragna e Tagliavini furono scritti su «minuscoli foglietti di carta quadrettata da notes, sui quali, oltre alle affrettate parole dei morituri, appaiono i loro dati, vergati da una mano diversa, quasi certamente quella del cappellano della Brigata nera. I biglietti vennero recapitati alle famiglie». Identico concetto è espresso a pag. 86 del volume “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana, curato da Malvezzi e Pirelli.

Scarica la trascrizione diplomatica (PDF) 26 kb

INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI

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