Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana
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Nel libro a cura di Mimmo Franzinelli, Ultime lettere dei condannati a morte e di deportati della Resistenza (1943-1945), Mondadori, Milano 2005, sono state pubblicate lettere che appartengono al genere dei testamenti spirituali, ovvero documenti scritti da persone che non si trovavano al momento della scrittura della lettera di fronte a una condanna a morte o a una consapevole certezza della morte imminente in considerazione del contesto e degli eventi.
L’individuazione delle cinque tipologie di testamenti spirituali è derivata dall’incrocio di due parametri, la cattura e la presenza o l’assenza del presagio di morte.
Le lettere scritte dopo la cattura sono state considerate ultime lettere coerentemente con il criterio stabilito da Piero Malvezzi e da Giovanni Pirelli (cfr. la lettera scritta alla Sig.ina Lampugnani, datata Milano 11 aprile 1952, firmata Giovanni Pirelli, collocazione archivistica: Fondo Malvezzi Piero, Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b.9 fasc. 23). Queste lettere sono state scritte tra la cattura e l’esecuzione, di regola in assenza di condanna, in una situazione in cui non c’era una consapevolezza della morte imminente, ma un timore o un presagio suscitato dalle circostanze e dalla situazione (cfr. per es. le lettere di Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, l’ultima lettera di Cesare Dattilo, la prima lettera di Sergio Papi, la seconda di Umberto Ricci e le lettere di Guido Targetti e di Giovanni Tronco).
Tutte le tipologie appartengono, con diverse sfumature e accentuazioni, al genere del testamento spirituale di commiato in cui l’autore esorta, ammonisce, istruisce, comunica il proprio lascito spirituale e le motivazioni delle sue scelte e dei suoi atti.
Nei rari casi in cui ci siano pervenuti più documenti non abbiamo pubblicato sempre l’ultimo. Talvolta si è preferito pubblicare il testo più ampio, che meglio si presta alla comprensione di un messaggio svincolato dalla drammatica consapevolezza del condannato a morte.









Condannati che hanno redatto un testamento spirituale:




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