Lettera di Armando Amprino (Armando) ai genitori, parenti e amici tutti scritta in data 22-12-1944 da Carceri Nuove di Torino

  • Didascalia: L’immagine riproduce la trascrizione a macchina dell’ultima lettera di Armando Amprino ai suoi cari genitori parenti e amici. Nella parte alta della trascrizione sono riportati alcuni brevi cenni biografici su Adriano Amprino, cancellati a mano con una penna nera.
    Nota: Questa immagine contiene un watermark indelebile che consente di risalire al legittimo proprietario.
  • Proprietà della foto: Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri
    Collocazione archivistica: Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 4 fasc. 9
    Collocazione bibliografica: Padre Ruggero [Cipolla], I miei condannati a morte (Torino, Il Punto, 1998), pp. 28-29
  • Testo dell'immagine:

    Lettera scritta da ARMANDO AMPRINO, classe 1924, partigia-
    no, fucilato al Martinetto il 23 dicembre 1944, assieme
    a Candido Dovis. Muore senza esser bendato.



    Carissimi genitori, parenti e amici tutti,
    devo comunicarvi una brutta notizia. Io e Candido,
    tutt’e due, siamo stati condannati a morte. Fatevi coraggio,
    noi siamo innocenti. Ci hanno condannati solo perché siamo
    partigiani.
    Io sono sempre vicino a voi.
    Dopo tante vitacce, in montagna, dover morir così....
    Ma, in Paradiso, sarò vicino a mio fratello, con la nonna,
    e pregherò per tutti voi. Vi sarò sempre vicino, vicino a
    te, caro papà, vicino a te, mammina.
    Vado alla morte tranquillo assistito dal Cappellano
    delle carceri che, a momenti, deve portarmi la Comunione.
    Andate poi da lui, vi dirà dove mi avranno seppellito.
    Pregate per me. Vi chiedo perdono, se vi ho dato dei dispia-
    ceri.
    Dietro il quadro della Madonna, nella mia stanza, trove-
    rete un po’ di denaro. Prendetelo e fate dire una Messa per
    me. La mia roba, datela ai poveri del paese.
    Salutatemi il Parroco ed il Teologo, e dite loro che
    preghino per me. Voi fatevi coraggio. Non mettetevi in pena
    per me. Sono in Cielo e pregherò per voi. Termino con man-
    darvi tanti baci e tanti auguri di buon Natale. Io lo passerò
    in Cielo.
    Arrivederci in Paradiso. Vostro figlio Armando
    Via l’Ita Viva l’Italia ! Viva gli Alpini !

    Dal Carcere, il 22 dicembre 1944.