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Giorgio Mainardi



PRESENTAZIONE

La foto ritrae Giorgio Mainardi. E’ pubblicata anche sul numero del 27 ottobre 1945 di "Gioventù". Giorgio Mainardi nacque a Pieve di Cadore il 7 giugno 1923 da Giovanni Mainardi e Del Carlo Maria Teresa, e fu studente di medicina all’Università di Padova. Intercettato e spiato già dai banchi del Liceo Pigafetta di Vicenza perché insofferente alle idee fasciste, e sollecitato, più tardi, dal clima antifascista emergente dall’Università di Padova, fu, dopo l’8 settembre, pedinato, ricercato, perseguitato. Non si fermò, non volendo smentire la voce che sentiva dentro di sé di dare sempre e tutto per la giustizia e la libertà, lasciò le quasi sicure mura dell’Ospedale di Vicenza, dove prestava già servizio nel reparto di chirurgia diretto dal valente e indimenticabile primario prof. Giorgio Pototshnig. Dopo l’armistizio dell’8 settembre e l’occupazione tedesca, Giorgio aderì al movimento di liberazione di ispirazione cattolica "Volontari della libertà" che si andava formando intorno alla nobile figura di Torquato Fraccon, successivamente deportato in Germania con il figlio Franco ed entrambi deceduti in un campo di sterminio. L’11 ottobre, mentre alloggiava per sfollamento della famiglia da Vicenza in una villa in campagna, abbandonava familiari e studi per dedicarsi interamente alla Resistenza nascente ed alla sua organizzazione. In tale contesto egli veniva incaricato di stabilire i contatti con il governo legale del Paese formatosi nel meridione d’Italia, allo scopo di trasmettere i cifrari segreti agli Alleati, di coordinare gli sforzi e di ottenere l’armamento indispensabile per le formazioni partigiane che andavano costituendosi nel vicentino. Il 4 novembre egli si allontanava clandestinamente da casa e da Vicenza e, lasciando una lettera ai genitori, attraverso varie peripezie, il 10 novembre raggiungeva Sulmona, dove prendeva contatto con un esponente locale del movimento di liberazione, assieme al quale partiva il 22 novembre verso il Meridione. Ma l’attraversamento delle linee tedesche nella zona della Maiella gli riusciva fatale; intercettati da reparti germanici nei pressi di Castel di Sangro, i due venivano fatti segno a raffiche di mitra, che colpivano a morte Giorgio. Nel 1947 l’Università di Padova gli assegnava la Laurea honoris causa e, negli anni successivi, le città di Castel di Sangro e di Vicenza gli intitolavano strade e varie lapidi commemorative. Per volontà dei cittadini e dell’amministrazione, con il consenso della famiglia, ora riposa ancora nella Chiesa del cimitero di Sulmona.

Autore della presentazione: Dario Borso e Mariapia Mainardi

DATI ANAGRAFICI

Età 20 anni
Genere Maschio
Stato civileCelibe
Data di nascita 1923

Data di morte: 23/11/1943
Luogo di morte: Guado di Coccia sopra Palena
Comune di morte: Palena
Provincia di morte: Chieti
Regione di morte:Abruzzo

Titolo di studioStudi universitari. Iscritto alla facoltà di Medicina
Categoria professionaleCondizioni non professionali
Professione Studente

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Descrizione della circostanza della morte: Incaricato di portare alcuni messaggi al Comando Alleato, Giorgio Mainardi tenta di passare le linee tedesche nei pressi di Palena (Chieti). Scoperto dal nemico, viene raggiunto da una raffica e ucciso al Guado di Coccia.

BIBLIOGRAFIA

  • In memoria di Giorgio Mainardi
  • Ricordo di Giorgio Mainardi, [Vicenza], [Coop. Tip. Operai]
  • Angelo Gemo Giorgio Mainardi in "Gioventù", Roma, 1945

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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Lettera a genitori, scritta in data 11-10-1943
Stato del documento: copia


Tipo di copia della lettera: copia fotostatica
La lettera è conservata presso: Carte private della famiglia Mainardi,

Note al documento:
I primi due messaggi, vergati tra l'11 e il 12 ottobre, sono scritti sia sul fronte che sul retro dei fogli. Gli ultimi due invece, composti il 3 e il 4 novembre a Costozza (provincia di Vicenza), soltanto sul fronte. La lettera è conservata dai famigliari di Giorgio Mainardi. La copia fotostatica qui pubblicata ci è pervenuta tramite Dario Borso, che ringraziamo. La nostra gratitudine va anche a Mariapia Mainardi, sorella di Giorgio, che ha acconsentito alla pubblicazione del documento.

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