Seleziona una lettera dell’alfabeto: A B C D E F G I J L M N O P Q R S T U V Z

Raffaele Menici

Nessuna collocazione archivistica
  • L'archivio contiene 0 lettere


    PRESENTAZIONE

    La foto, scattata nell’aprile 1943, ritrae Raffaele Menici con l’uniforme degli alpini.
    Nessuna presentazione per ora redatta

    DATI ANAGRAFICI

    Età 48 anni
    Genere Maschio
    Stato civileConiugato
    Data di nascita 13/12/1895
    Luogo di nascita Temù
    Provincia di nascita Brescia
    Residenza Bergamo

    Data di morte: 17/11/1944
    Luogo di morte: Passo dell'Aprica
    Comune di morte: Corteno Golgi
    Provincia di morte: Brescia
    Regione di morte:Lombardia

    Titolo di studioLicenza media superiore. Diploma di abilitazione all'insegnamento elementare conseguito il 19 luglio 1914
    Categoria professionaleUfficiali, impiegati pubblici e privati, pensionati
    Professione Impiegato di banca Assunto presso la Banca commerciale italiana.
    Appartenenza alle Forze armateEsercito
    Arma Fanteria, corpo degli Alpini
    Reparto tiburio 26° Corpo d'armata
    GradoTenente colonnello, Comandante del Quartier generale del 26° Corpo d'armata
    Località di servizioGrecia e Albania, poi Croazia

    Appartenenza politicaAzionista

    ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

    Tipologia del condannato:Partigiano
    Condizione al momento della morte: Combattente
    Agente della condanna: Sentenza di un tribunale. Tribunale militare della Brigata Fiamme Verdi Schivardi
    Descrizione della circostanza della morte: Il 18 ottobre Raffaele Menici si reca ad Edolo (BS) per trattare con gli ufficiali tedeschi il rilascio della moglie e degli altri parenti arrestati il giorno 13 ottobre a Temù (tra essi c'era anche il nipote Zeffirino Ballardini). All’appuntamento tuttavia, Menici trova alcuni partigiani appartenenti alle “Fiamme verdi” che, in accordo con gli stessi ufficiali nazisti, lo catturano e lo conducono in Val Brandét (sede del Comando della Brigata “Schivardi”). Tenuto prigioniero perché accusato di intesa con il nemico, viene processato dal Tribunale militare della Brigata partigiana e condannato a morte. La pena viene però successivamente commutata in un espatrio forzato in Svizzera. Il 17 novembre 1944, durante il trasferimento oltre confine, Menici viene ucciso in un agguato presso il Passo dell'Aprica (BS).
    Modalità dell'esecuzione Dopo la commutazione della pena capitale in espatrio, Raffaele Menici è condotto verso il confine svizzero da alcuni elementi della Brigata Fiamme Verdi “Schivardi”. Giunti al Passo dell'Aprica, appena oltre il bivio per la frazione Galleno, un camioncino appartenente alle stesse “Fiamme Verdi” sbarra la strada a Menici e alla sua scorta. Pochi istanti dopo, da Edolo, sopraggiunge un'autovettura tedesca. Avendo compreso che si trattava di un agguato, Menici tenta la fuga, ma viene ucciso prima che possa mettersi in salvo.

    BIBLIOGRAFIA

      Nessuna bibliografia

    COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

    INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI