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Francesco De Gregori (Bolla)



PRESENTAZIONE

La foto ritrae Francesco De Gregori in divisa militare. Di anni 34. Nato a Roma il 10 giugno 1910. Sposato, padre di due figli. Di professione Ufficiale del Regio esercito. Frequenta l’Accademia militare di Modena e, dopo averla terminata con profitto, entra a far parte dell’8º Reggimento alpini, impiegato nelle campagne in Jugoslavia, Grecia ed Albania. Ammalatosi in guerra, viene rimpatriato. Promosso a Capitano, dopo un breve periodo di insegnamento alla Scuola militare di Bassano, ritorna sul fronte albanese, in qualità di addetto allo Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’Armata. All’annuncio dell’armistizio si trova a Firenze. Il 14 settembre, dall’albergo Fenice scrive alla moglie una lettera in cui manifesta tutti i suoi dubbi sulla decisione da prendere: "Mia piccola cara, oggi sono di fronte a questo dilemma: o presentarmi nel termine di 24 ore al Comando Territoriale di Firenze, che obbedisce ai tedeschi, o darmi alla macchia per mantenermi fedele al mio giuramento". Rifiutatosi infine di collaborare coi nazifascisti, si sposta in Friuli per organizzare le prime sacche di Resistenza armata in val Pesarina. Nel marzo del 1944 rientra ad Udine, dove risiedeva, e trova ad attenderlo la cartolina di richiamo alle armi inviatagli dalle autorità della R.S.I. (Repubblica sociale italiana), a cui però decide di non obbedire. Ritornato in montagna, nell’agosto del 1944 diventa comandante della 1ª Brigata Osoppo, che riorganizza dopo i rastrellamenti del settembre 1944, trasformandola in Gruppo Brigate Osoppo dell’Est. Nel dicembre del 1944, la già difficile situazione interna al movimento di liberazione friulano si aggrava a causa delle tensioni tra i partigiani osovani e garibaldini, che sfociano nell’episodio della strage di Porzûs. Il 7 febbraio 1945 alcuni partigiani garibaldini circondano le baite alle Malghe Topli Uork (poi dette "di Porzûs") in cui ha sede lo Stato Maggiore delle formazioni Osoppo. Catturato, De Gregori è immediatamente passato per le armi assieme a Gastone Valente (delegato politico del Partito d’Azione) ed Elda Turchetti (segnalata come spia da Radio Londra e recatasi alle Malghe per chiarire la sua posizione). Anche la giovane recluta Giovanni Comin perde la vita durante un tentativo di fuga, mentre Aldo Bricco, giunto a Porzûs per sostituire proprio De Gregori (destinato ad altro incarico), riesce a mettersi in salvo malgrado le ferite. Gli altri componenti del comando di brigata vengono tutti fatti prigionieri e condotti al Bosco Romagno (nel comune di Cividale de Friuli, UD) per essere interrogati. Nei giorni seguenti, tra l’8 e il 20 febbraio 1945, verranno quasi tutti uccisi in diverse località della zona e due soltanto saranno invece risparmiati. Dopo la liberazione, a Francesco De Gregori è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 34 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 10/6/1910
Luogo di nascita Roma

Data di morte: 7/2/1945
Luogo di morte: Porzûs . C'è memoria epigrafica
Comune di morte: Attimis
Provincia di morte: Udine
Regione di morte:Friuli Venezia Giulia

Categoria professionaleUfficiali, impiegati pubblici e privati, pensionati
Professione Ufficiale del regio esercito Anche insegnante alla Scuola militare di Bassano del Grappa
Appartenenza alle Forze armateEsercito
GradoUfficiale di Stato maggiore dell'8° Corpo d'armata
Località di servizioAlbania

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Nome di battaglia: Bolla
Tipologia del condannato:Partigiano
Prima formazione nella Resistenza: marzo 1944 - 7/2/1945
Tipo di reparto: Gruppo
Nome del reparto: Gruppo Brigate Osoppo dell'Est
Grado conseguito: Comandante
Condizione al momento della morte: Combattente
Agente della condanna: Altro
Agente della condanna: Tribunale delle formazioni partigiane garibaldine del Friuli
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Circondato con la sua formazione dai partigiani garibaldini alle Malghe di Topli Uork (poi chiamate di Porzûs, nella provincia di Udine), De Gregori viene catturato e immediatamente fucilato.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Il 7 febbraio 1945 alcuni gappisti delle formazioni Garibaldi circondano la baita alle Malghe Topli Uork (vicino a Porzûs, Udine) in cui si trova lo Stato Maggiore della 1a Brigata Osoppo. Catturato, il comandante Francesco De Gregori viene immediatamente giustiziato assieme al delegato politico Gastone Valente e a Elda Turchetti, segnalata come spia da Radio Londra e recatasi alle Malghe per chiarire la propria posizione. Anche la giovane recluta Giovanni Comin perde la vita durante un tentativo di fuga, mentre Aldo Bricco, giunto a Porzûs per sostituire De Gregori (destinato ad altro incarico), riesce a mettersi in salvo malgrado le ferite. Gli altri componenti del comando di brigata vengono tutti fatti prigionieri e condotti al Bosco Romagno (nel comune di Cividale de Friuli, UD) per essere interrogati. Nei giorni seguenti, tra l’8 e il 20 febbraio 1945, 14 di loro vengono uccisi in diverse località della zona (Leo Patussi e Gaetano Valente sono gli unici ad essere risparmiati). Giuseppe Sfregola viene passato per le armi a Ronchi di Spessa quando gli interrogatori non sono ancora iniziati. Al Bosco Romagno vengono fucilati Franco Calledoni, Primo Targato, Antonio Cammarata, Pasquale Mazzeo, Guido Pasolini e Antonio Previti. L’esecuzione di Enzo D’Orlandi, Gualtiero Michelon, Salvatore Saba, Erasmo Sparacino e Giuseppe Urso avviene invece nel Bosco Musich, a Restocina (frazione di Dolegna del Collio, Gorizia); quella di Angelo Augelli a Prepotto (UD). Egidio Vazzas infine, viene ucciso in località tuttora ignota. Secondo alcune testimonianze la morte di Erasmo Sparacino avvenne in circostanze differenti per luogo e agente della condanna e dell’esecuzione. Il conto totale dei morituri dei giorni successivi al 7 febbraio 1945 oscilla quindi tra 13 e 14 persone e questa difficoltà di accertamento dei fatti appare per il momento non superabile. E’ da segnalare, inoltre, che in alcune memorie epigrafiche (ad esempio a Cividale del Friuli) sono inclusi tra le vittime della strage di Porzûs anche Antonio Turlon e Annunziato Rizzo, le cui personali vicende presentano tuttavia circostanze di cattura, di condanna, di tempo, diverse da quelle qui descritte.
Riconoscimenti:militare: Medaglia d'oro
Collegamenti:Strage di Porzûs , comune di Attimis . 7/2/1945
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Guidalberto Pasolini |

BIBLIOGRAFIA

  • Eccidio del comandante Bolla e dei suoi compagni in "Il Lunedì", Trieste, 4 febbraio 1946
  • Giannino Angeli (a cura di) Il diario di Bolla, Udine, Associazione partigiani Osoppo Friuli, 2002
  • Associazione partigiani Osoppo Per rompere un silenzio più triste della morte: testo della sentenza 30-4-1954 della Corte d’assise d’appello di Firenze sull’eccidio di Porzus, Udine, La nuova base, 1983
  • Mario Avagliano (a cura di) Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2006, pp. 45 e 407
  • G. Bazzoni Francesco De Gregori (Bolla) in "Il Volontario della libertà", Udine, 20 febbraio 1946
  • Alberto Buvoli Le formazioni Osoppo Friuli. Documenti 1944-1945, Udine, Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, 2003
  • Marco Cesselli Porzus due volti della Resistenza, Milano, La Pietra, 1975, pp. 60-63
  • Enzo Collotti - Renato Sandri - Frediano Sassi (a cura di) Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2001, vol. II pp. 122, 123
  • Diana Franceschini Porzus. La Resistenza lacerata, Trieste, Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli e Venezia Giulia, 1996
  • Mimmo Franzinelli (a cura di) Ultime lettere dei condannati a morte e di deportati della Resistenza. 1943-1945, Milano, Mondadori, 2005, pp. 332-333
  • Sergio Gervasutti Il giorno nero di Porzus, Venezia, Marsilio, 1997

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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Lettera a Moglie, scritta in data 14-09-1943
Località di stesura: Albergo Fenice di Firenze
Stato del documento: copia


Tipo di copia della lettera: trascrizione a macchina

La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

Collocazione archivistica:
Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 9 fasc. 23

Note al documento:
La lettera è stata scritta da Francesco De Gregori prima di darsi alla macchia, rinunciando a collaborare coi fascisti e a servire i tedeschi, dopo l'armistizio dell'8 settembre e la costituzione della Repubblica Sociale.

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Lettera a Moglie, scritta in data 18-03-1944
Località di stesura: Udine
Stato del documento: copia


Tipo di copia della lettera: trascrizione a macchina

La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

Collocazione archivistica:
Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 9 fasc. 23

Note al documento:
La lettera è stata scritta da Francesco De Gregori prima di unirsi alle formazioni partigiane osovane.

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