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Attilio Mazzi



PRESENTAZIONE

La foto ritrae Attilio Mazzi. L’archivio Insmli conserva copia digitale del documento nel fondo "Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana - Raccolta Insmli 2007" Di anni 59. Nato il 27 aprile 1885 a Verona. Sposato e padre di quattro figli. Di professiore imprenditore. Dopo l’apprendistato in Francia, nel 1910 apre un’azienda a Lissone (MI), che si occupa sia della tranciatura del legno che della vendita del prodotto lavorato ai numerosi mobilifici della zona. Antifascista sin dagli anni Venti, il 26 luglio 1943 celebra la caduta di Mussolini sfilando per le strade di Lissone alla testa di un piccolo corteo, con in mano un cartello raffigurante Badoglio. Il suo gesto non passa inosservato e, con l’instaurarsi della Repubblica sociale italiana (R.S.I.), Mazzi viene presto tratto in arresto. Incarcerato a Monza, subisce numerosi interrogatori da parte delle SS, prima di essere trasferito al penitenziario milanese di San Vittore, il 23 febbraio 1944. Deportato al campo di concentramento di Fossoli nell’estate successiva, il 5 agosto è inviato al Lager di Mauthausen e quindi al sottocampo di Gusen I, dove si spegne il 9 aprile 1945.

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 59 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 27/4/1885
Luogo di nascita Verona

Data di morte: 9/4/1945
Nazione di morte: Austria
Luogo di morte: Sottocampo di Gusen, Lager di Mauthausen

Categoria professionaleIndustriali, commercianti
Professione Imprenditore

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Tipologia del condannato:Deportato
Motivo della deportazione: Antifascismo
Luogo della deportazione: Fossoli, poi Gusen
Condizione al momento della morte: Deportato
Descrizione della circostanza della morte: Arrestato dalle autorità della RSI per aver sfilato con un cartello raffigurante Badoglio il 25 luglio 1943, viene interrogato e torturato al carcere di Monza, prima di essere trasferito a Milano, nelle prigioni di San Vittore. Deportato a Fossoli, il 5 agosto è trasferito a Mauthausen e poi al sottocampo di Gusen I, dove spirerà il 9 aprile 1945.

BIBLIOGRAFIA

  • Mario Avagliano - Marco Palmieri Voci dai lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945, Torino, Einaudi, 2012, p. 119
  • Mimmo Franzinelli (a cura di) Ultime lettere dei condannati a morte e di deportati della Resistenza. 1943-1945, Milano, Mondadori, 2005, pp. 273-274
  • Silvano Lissoni Attilio Mazzi, un martire di Mauthausen in "Il Cittadino", [Monza], 20 aprile 1991
  • Silvano Lissoni E questa fu la storia. Il romanzo della vita di Leonardo Vismara spesa alla ricerca della libertà nella Lissone del ventennio fascista, della seconda guerra mondiale e della Resistenza, 25 aprile 2005, pp. 101-102 e pp. 121-123
  • Valeria Morelli I deportati italiani nei campi di sterminio: 1943-1945, Milano, Scuole grafiche pav. Artigianelli, 1965, p. 391

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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Lettera a Moglie, scritta in data 17-09-1944
Località di stesura: Campo di concentramento di Fossoli (Modena)
Stato del documento: copia


Tipo di copia della lettera: copia fotostatica

La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

Collocazione archivistica:
Fondo Raccolta Franzinelli/Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza 1943-1945

Note al documento:
L'originale è conservato nelle carte familiari di Alfredo Mazzi (Lissone, MI).

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