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Leone Ginzburg (Leonida Gianturco)



PRESENTAZIONE

Primo piano di Leone Ginzburg, conservato in copia digitale presso l’archivio dell’Insmli. Di anni 34. Nato il 4 aprile 1909 a Odessa, in Ucraina. Di famiglia ebraica, sposato e padre di 3 figli. Si trasferisce in Italia da bambino e frequenta le scuole elementari a Viareggio (LU). Dopo una breve parentesi a Berlino (due anni), all’inizio degli anni Venti si stabilisce a Torino. Diplomatosi al Liceo "Massimo D’Azeglio", si iscrive alla Facoltà di Legge dell’Università, ma dopo appena un anno passa a quella di Lettere. Laureatosi nel 1931, ottiene subito la libera docenza di letteratura russa. Nel 1932 si reca a Parigi con una borsa di studio ed ha così modo di conoscere Carlo Rosselli e Gaetano Salvemini. Rientrato in Italia, nel 1933 è tra i fondatori della Casa editrice Einaudi, assieme allo stesso Giulio Einaudi e ad altri ex-allievi del D’Azeglio, tra cui Massimo Mila, Norberto Bobbio e Cesare Pavese. Nel gennaio del ’34 il suo rifiuto di prestare giuramento al regime fascista gli costa l’esonero forzato dall’insegnamento e l’estromissione dall’Università. Entrato già da qualche tempo a far parte di "Giustizia e Libertà", dopo questo episodio intensifica la sua attività in seno al movimento, ma nel marzo dello stesso 1934 viene arrestato e condannato dal Tribunale speciale a quattro anni di reclusione, da scontare nel penitenziario di Civitavecchia (RM). Scarcerato nel 1936 grazie ad un’amnistia, per le autorità fasciste rimane comunque un sorvegliato speciale, tanto che gli viene impedita ogni partecipazione a qualsiasi attività pubblicistica. Nonostante questo Ginzburg continua lavorare alla Einaudi, divenendone di fatto, anche se non ufficialmente, il primo direttore editoriale. Nel 1938 si sposa con Natalia Levi. Quello stesso anno, la promulgazione delle leggi razziali gli toglie la cittadinanza italiana. Nel 1940, in concomitanza con l’entrata in guerra dell’Italia, è giudicato un elemento troppo pericoloso per la stabilità del regime e viene perciò confinato a Pizzoli (AQ), come internato civile, assieme alla moglie ed ai figli. Tornato in libertà con la caduta di Mussolini, nell’estate del 1943 Ginzburg si trasferisce a Roma, dove diviene uno degli animatori del Partito d’Azione, nonché uno degli organizzatori delle prime formazioni "Giustizia e Libertà". Dalla tipografia clandestina di Via Basento si occupa inoltre dell’edizione e della pubblicazione di "Italia Libera", il giornale del PdA. E ’ proprio qui che, il 19 novembre 1943, la polizia fascista fa irruzione e lo arresta. Sui documenti falsi che egli ha con sé è scritto il nome "Leonida Gianturco", ed è perciò in questo modo che viene registrato al penitenziario di Regina Coeli. All’inizio di dicembre tuttavia la sua identità viene scoperta: il giorno 9 è trasferito nella sezione del carcere controllata dai tedeschi, in cui sono rinchiusi i prigionieri politici. Nei due mesi successivi viene sottoposto a continui interrogatori, torture e percosse che ne minano irrimediabilmente la salute. Ridotto in fin di vita, si spegne il 5 febbraio 1944 all’interno della sua cella. Sul muro dell’edificio che ospitava la tipografia clandestina in cui fu catturato, in via Basento 55 a Roma, una lapide che lo ricorda così: "Un agguato poliziesco/nella tipografia/de "l’Italia Libera"/strappava alla lotta clandestina/Leone Ginzburg/italiano/per passioni di risorgimento/europeo/di pensiero e d’ideali/era nato ad Odessa il IV.IV.MCMIX/morì a Regina Coeli/vittima del terrore nazista/il V.II.MCMXLIV/viva la sua memoria/nel cuore di chi spera e/combatte/per una giusta libertà".

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 34 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 4/4/1909
Luogo di nascita Odessa
Provincia di nascita
Nazione di nascita Ucraina

Data di morte: 5/2/1944
Luogo di morte: Carceri di Regina Coeli
Comune di morte: Roma
Regione di morte:Lazio

Titolo di studioLaurea. Laurea in Lettere all'Università di Torino
Categoria professionaleCulto, professioni e arti liberali
Professione Insegnante Docente universitario. Anche dirigente editoriale (durante la Resistenza diviene direttore del giornale clandestino del PdA "Italia Libera").

Appartenenza politicaAzionista

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Nome di battaglia: Leonida Gianturco
Condizione al momento della morte: Civile
Descrizione della circostanza della morte: Leone Ginzburg è arrestato il 19 novembre 1943, quando la polizia fascista di Roma irrompe nella tipografia clandestina di Via Basento (è lì infatti che viene stampato l'organo del PdA, Italia libera). Nonostante sia un fervente antifascista sin dagli anni '30, e sia altresì ben noto alle autorità per le sue idee contro il regime, inizialmente non viene riconosciuto, grazie soprattutto ai documenti falsi di cui è in possesso. Quando però la sua vera identità è svelata, scatta immediatamente il trasferimento nel braccio del carcere che si trova sotto il comando dei tedeschi. Qui è percosso e torturato a morte, fino a spegnersi il giorno 5 febbraio 1944.

BIBLIOGRAFIA

  • Mario Avagliano - Gabriele Le Moli Muoio innocente. Lettere di caduti della Resistenza a Roma, Milano, Mursia, 1999, pp. 97-100
  • Mario Avagliano - Marco Palmieri Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945, Torino, Einaudi, 2011, pp. 152, 232
  • Laurent Beghin L’ azione culturale di un letterato antifascista: Leone Ginzburg (1909-1944): memoire presentée en vue de l’obtention du DEA en langue et litterature italienne, Liegi, Université de Liege, A.A. 1996-1997 (Pierre Jodogne)
  • Laurent Beghin (a cura di) Leone Ginzburg dal confino di Pizzoli, Firenze, Le Monnier, [1988]
  • Laurent Beghin Leone Ginzburg libero docente di letteratura russa in "Quaderni di storia dell'Universita di Torino" A. 5, n. 4, Torino, pp. 290-303
  • Norberto Bobbio Maestri e compagni: Piero Calamandrei, Aldo Capitini, Eugenio Colorni, Leone Ginzburg, Antonio Giuriolo, Rodolfo Mondolfo, Augusto Monti, Gaetano Salvemini, Firenze, Passigli, [1994]
  • Norberto Bobbio Per un quaderno ritrovato di Leone Ginzburg in "Mezzosecolo" vol. 11, Milano, Centro Studi Piero Gobetti, 1994-1996, pp. 233-236
  • Franca Caputo - Giorgio Caputo La speranza ardente. Storia e memoria del movimento studentesco antifascista, Roma, Il Tipografo, 1998, pp. 98 e 172
  • Bianca Ceva 5 anni di storia italiana 1940-1945, Milano, Edizioni di Comunità, 1964, p. 261
  • Enzo Collotti - Renato Sandri - Frediano Sassi (a cura di) Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2001, vol. II pp. 206, 331, 333, 477, 479, 480, 540, 542, 554, 555, 618
  • Arturo Colombo L’ esempio di Leone Ginzburg: con l’ultima lettera a Natalia, Firenze, Le Monnier, [1994]
  • Leone Ginzburg L’ultima lettera di Leone Ginzburg in "Il ponte" vol. 5, fasc. 3, Milano, Editoriale Il Ponte, 1949, pp. 305-307
  • Piero Malvezzi - Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, pp. 148-150
  • Augusto Monti Leone Ginzburg. Lo scolaro maestro in "Il ponte" vol. 4, fasc. 7, Milano, Editoriale Il Ponte, 1948, pp. 668-679
  • Renato Perrone Capano La Resistenza in Roma, Roma, Gaetano Macchiaroli editore, novembre 1963, vol. II, pp. 155, 337, 491-493, 534
  • Nicola Tranfaglia (a cura di) L’ itinerario di Leone Ginzburg, Torino, Bollati Boringhieri, 1996
  • COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

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    Lettera a Moglie,
    Località di stesura: Carcere di Regina Coeli, Roma
    Stato del documento: copia


    Tipo di copia della lettera: trascrizione a macchina

    La lettera è conservata presso:
    Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

    Indirizzo web:
    http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

    Collocazione archivistica:
    Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 6 fasc. 12

    Note al documento:
    In alto, alcuni brevi cenni biografici di Leone Ginzburg sono stati cancellati (a trascrizione effettuata) con righe oblique tracciate a mano, con una penna blu.

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