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Leandro Corona



PRESENTAZIONE

Nessuna foto per ora disponibile Di anni 20, contadino, celibe. Nato il 5 maggio 1923 a Maracalagonis (Cagliari). Dopo l’8 settembre 1943 e la costituzione della RSI decise di disertare per non prestare servizio militare sotto il nuovo governo fascista. Datosi alla macchia, il 12 marzo 1944 fu catturato durante un rastrellamento nella zona di Vicchio di Mugello (Firenze). Il 21 marzo il Tribunale militare di Firenze condannò alla pena di morte sette inadempienti alla chiamata alle armi fascista. Due di costoro ottennero la grazia del Duce, mentre Leandro Corona, Ottorino Quiti, Guido Targetti, Antonio Raddi e Adriano Santoni furono fucilati all’alba del 22 marzo sotto lo stadio comunale di Firenze, al campo di Marte. La notte precedente furono assistiti spiritualmente dal cappellano don Angelo Becherle che, in una memoria, ricorda: « Il più disperato era il sardo Corona, gridava continuamente: "Mi fucilano, ma io non voglio morire, io sono innocente!" E queste due ultime parole le gridava in tutti i toni, mordendosi le mani. E poi continuava ancora: "Sono ancora giovane, non devo morire". Esasperato, girava per la nuda cella, cercando quasi scampo, poi sostava, cadeva a terra svenuto, si riaveva presto, mi abbracciava forte dicendomi: "Padre, non voglio morire, mi deve salvare, ho la mamma lontana". Piangevo con lui e per tutta la notte continuò in questa esasperazione. Ad un certo momento si alza quasi impazzito ed urla "Non voglio che mi fucilino, mi ammazzo io da solo". Allora Targetti, sempre calmo disse: "No Leandro, noi siamo innocenti, non ci dobbiamo ammazzare, ci ammazzino loro. Scrivi anche tu ai tuoi cari"». Quando giunsero i secondini a prelevarli, Leandro svenne. Riavutosi, continuò, insieme a Quiti, a chiedere pietà anche lungo il tragitto verso il luogo dell’esecuzione. Qui vi erano ad attenderli varie file di reclute che avevano risposto alla chiamata di leva delle classi 1922 e 1923. Il plotone stesso era composto da reclute. Secondo Luigi Bocci, allievo ufficiale presente ai fatti, erano stati costretti ad assistere all’esecuzione affinché desistessero dall’idea di disertare. Molti dei soldati che costituivano il plotone d’esecuzione, al momento di sparare, o sbagliarono mira o addirittura si rifiutarono. Quiti e Santoni non furono neppure feriti, mentre Leandro, Targetti e Raddi furono colpiti a morte.

Autore della presentazione: Enrica Cavina

DATI ANAGRAFICI

Età 20 anni
Genere Maschio
Stato civileCelibe
Data di nascita 5/5/1923
Luogo di nascita Maracalagonis
Provincia di nascita Cagliari

Data di morte: 22/3/1944
Luogo di morte: Stadio comunale di Campo di Marte . C'è memoria epigrafica
Comune di morte: Firenze
Regione di morte:Toscana

Categoria professionaleAgricoltori di ogni specie
Professione Contadino

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Condizione al momento della morte: Civile
Agente della condanna: Sentenza di un tribunale. Tribunale militare straordinario di guerra di Firenze - Sentenza emessa in data 21/3/1944.
Esecuzione:Fascista
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Arrestato durante un rastrellamento il 12 marzo 1944, a Collina di Vicchio di Mugello, Leandro Corona fu processato come renitente alla leva e condannato a morte il 21 dello stesso mese dal Tribunale militare straordinario di guerra di Firenze.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Il 22 marzo, alle ore 6.30, un plotone fascista sotto lo stadio comunale di Firenze, al Campo di Marte, fucilò 5 giovani renitenti catturati pochi giorni prima a Vicchio (Fi): Antonio Raddi di 21 anni, Leandro Corona di 21 anni, Ottorino Quiti di 23 anni, Adriano Santoni di 21 anni e Guido Targetti di 22 anni.
Collegamenti:Strage di Stadio comunale di Campo di Marte, comune di Firenze. 22/3/1944
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Ottorino Quiti | Guido Targetti |

BIBLIOGRAFIA

  • Comune di Firenze Campo di Marte. 22 marzo 1944 numero unico, Firenze, Comune di Firenze, 1973
  • Piero Malvezzi - Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, p. 84

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

» Leggi
Lettera a genitori, scritta in data 22-03-1944
Località di stesura: Firenze
Stato del documento: copia


Tipo di copia della lettera: copia a mano

La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

Collocazione archivistica:
Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 6 fasc. 12

Note al documento:
Il documento è scritto a mano sulla prima e sulla terza facciata di un foglio a righe simil-protocollo, ma dalle dimensioni di un quadernino. In basso, sotto una riga orizzontale a matita, Daniele Corona (padre di Leandro ed autore di questa copia) scrive: "Egregio Dott. Piero Malvezzi/questa lettera è la copia dall'origina=/le come la preferisce lei./Sentitamente saluto/Daniele Corona/Maracalagonis 22-7-1951". L'originale fu consegnato da Leandro Corona al cappellano militare Don Angelo Beccherle, il quale prestò aiuto e conforto spirituale ai 5 condannati di Campo Marte, confessandoli e trascorrendo con loro gli ultimi istanti delle loro vite. Dopo l'esecuzione lo stesso Don Beccherle si occupò di far pervenire la lettera ai familiari.

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