Seleziona una lettera dell’alfabeto: A B C D E F G I J L M N O P Q R S T U V Z

Amedeo Peruch



PRESENTAZIONE

La foto ritrae Amedeo Peruch. L’archivio Insmli conserva copia digitale del documento nel fondo "Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana - Raccolta Insmli 2007". Di anni 39. Nato nel 1905 a San Donà di Piave, in provincia di Venezia. Sposato. Di professione contadino. Dopo l’armistizio entra a far parte dei G.A.P. (Gruppi di azione patriottica) del suo paese, occupandosi principalmente del recupero e della custodia del materiale bellico, che egli nasconde nei pressi della sua cascina. All’inizio del 1944 i fascisti lo scoprono e tentano di arrestarlo. Amedeo Peruch riesce a fuggire, ma la moglie Marcella viene catturata e trattenuta. Consegnatosi spontaneamente per far liberare la consorte, Peruch viene imprigionato nelle carceri veneziane di Santa Maria Maggiore, dove viene trattenuto su decisione del Tribunale speciale e messo a disposizione per eventuali rappresaglie. Il 27 luglio 1944 una bomba piazzata dai partigiani esplode e distrugge la sede del Comando provinciale della GNR di Venezia, in Ca’ Giustinian (nel centro cittadino). Per rappresaglia, il giorno successivo (28 luglio), alle ore 5 del mattino, Amedeo Peruch è fucilato sulle macerie del palazzo assieme ad Attilio Basso, Stefano Bertazzolo, Francesco Biancotto, Ernesto D’Andrea, Giovanni Felisati, Angelo Gressani, Enzo Gusso, Gustavo Levorin, Violante Momesso, Venceslao Nardean, Amedeo Peruch, Giovanni Tamai e Giovanni Tronco. Non è chiaro tuttora se la condanna e la scelta dei 13 prigionieri (per alcuni dei quali non erano state ancora trovate le prove di un’eventuale attività partigiana) siano state decise da un Tribunale oppure se si sia trattato del frutto di una semplice riunione tra il prefetto ed alcuni ufficiali italiani e tedeschi.

Autore della presentazione: Igor Pizzirusso

DATI ANAGRAFICI

Età 39 anni
Genere Maschio
Stato civileConiugato
Data di nascita 1905
Luogo di nascita San Donà di Piave
Provincia di nascita Venezia

Data di morte: 28/7/1944
Luogo di morte: Ca' Giustinian . C'è memoria epigrafica
Comune di morte: Venezia
Regione di morte:Veneto

Categoria professionaleAgricoltori di ogni specie
Professione Contadino

Appartenenza politicaComunista

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Tipologia del condannato:Partigiano
Tipo di reparto: Gruppo
Nome del reparto: Gruppo di Azione patriottica (GAP) di San Donà di Piave (VE)
Tipo di reparto: Battaglione
Nome del reparto: Battaglione 13 martiri di Ca' Giustinian, Brigata Piave
Condizione al momento della morte: Combattente
Disponibile per rappresaglie:
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Membro di un GAP, Amedeo Peruch, una volta scoperto, riesce dapprima a sfuggire alla cattura, ma poi è costretto a consegnarsi spontaneamente ai fascisti, che tengono in ostaggio la moglie Marcella. Imprigionato nelle carceri di Santa Maria Maggiore, viene trattenuto su decisione del Tribunale speciale e messo a disposizione per un'eventuale rappresaglia. Il 28 luglio 1944, trova la morte per fucilazione, in risposta all'attentato partigiano di Ca' Giustinian.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Il 27 luglio 1944 una bomba piazzata dai partigiani esplode e distrugge la sede del Comando provinciale della GNR di Venezia, in Ca’ Giustinian (nel centro cittadino). Per rappresaglia, il giorno successivo (28 luglio), alle ore 5 del mattino, 13 prigionieri sono fucilati sulle macerie del palazzo, malgrado per alcuni di loro non fossero state ancora trovate le prove di un’eventuale attività partigiana. Questi i nomi dei caduti: Attilio Basso, Stefano Bertazzolo, Francesco Biancotto, Ernesto D’Andrea, Giovanni Felisati, Angelo Gressani, Enzo Gusso, Gustavo Levorin, Violante Momesso, Venceslao Nardean, Amedeo Peruch, Giovanni Tamai e Giovanni Tronco. Tuttora non è chiaro se la condanna sia stata emessa da un Tribunale o decisa nel corso di una riunione tra il prefetto ed alcuni ufficiali italiani e tedeschi.
Collegamenti:Strage di Ca’ Giustinian, comune di Venezia (Venezia). 28/7/1944
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Attilio Basso | Ernesto D'Andrea | Violante Momesso | Venceslao Nardean | Giovanni Tronco |

BIBLIOGRAFIA

  • Morena Biason Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuovadimensione. Anpi - sezione di San Donà di Piave. Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, 2007, pp. 112, 170, 172, 174, 177, 291, 362, 455
  • Enzo Collotti - Renato Sandri - Frediano Sassi (a cura di) Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2001, vol. II p. 372
  • Umberto Dinelli Rosso sulla laguna. La guerra partigiana in Venezia e provincia, Udine, Del Bianco, 1970
  • Mimmo Franzinelli (a cura di) Ultime lettere dei condannati a morte e di deportati della Resistenza. 1943-1945, Milano, Mondadori, 2005, p. 203
  • Giuseppe Gaddi L’eccidio di Ca’ Giustinian: 28 luglio 1944, 28 luglio 1954, Venezia, Tipografia commerciale, 1954, pp. 11-12
  • Armando Gavagnin Vent’anni di Resistenza al fascismo. Ricordi e testimonianze, Venezia, Comune di Venezia, 1979, p. 469
  • Giorgio Pisanò Storia della guerra civile in Italia 1943-1945, Milano, Edizioni Val Padana, 1974, vol. I, pp. 472-474
  • Giuseppe Turcato - Agostino Zanon Dal Bo (a cura di) 1943-1945. Venezia nella Resistenza: testimonianze, Venezia, Comune di Venezia, 1976, p. 56

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

» Leggi
Lettera a Moglie,
Località di stesura: Carceri di Santa Maria Maggiore, Venezia
Stato del documento: copia


Tipo di copia della lettera: fotocopia cartacea

La lettera è conservata presso:
Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri - Milano

Indirizzo web:
http://www.italia-liberazione.it/parri-milano

Collocazione archivistica:
Fondo Raccolta Franzinelli/Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza 1943-1945

Note al documento:
Il documento è senza data, ma è facile supporre che sia stato scritto nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1944. L'originale è conservato nelle carte Umberto Dinelli (Venezia).

INFORMAZIONI REPERIBILI IN ALTRE BANCHE DATI