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Lino Soragna (Lino)



PRESENTAZIONE

L’immagine riprone un primo piano di Lino Soragna. Di anni 20, contadino. Nato a Bondeno di Gonzaga (Mantova) il 24 maggio 1924, trasferitosi con i genitori a Fornace di Luzzara (Reggio Emilia), vi frequentò la Scuola elementare fino a quando le modeste condizioni economiche della sua famiglia richiesero anche il suo contributo. Soragna si trasferì a Tabellano (Mantova) dallo zio, dove lavorò come garzone. Chiamato alle armi, dopo l’8 settembre 1943 disertò con un suo compagno, vivendo per molti mesi in un capanno nei boschi vicini al Po. Il 10 ottobre 1944 entrò ufficialmente nelle fila della 77ª Brigata S.A.P. operante tra la via Emilia e il Po. Quando all’alba del 12 aprile 1945 Luzzara fu accerchiata dalla BN «Pappalardo» e da altre fatte affluire nel Reggiano, anche Soragna rimase intrappolato nel rastrellamento nonostante il fratello avesse tentato di farlo uscire di soppiatto da casa. Condotto alle scuole di Reggiolo, fu interrogato e torturato. Non avendo fornito informazioni utili ai brigatisti, il giorno successivo fu condotto, insieme ad alcuni compagni di lotta sorpresi come lui dal rastrellamento, presso le mura del cimitero di Reggiolo e costretto a scavare la propria fossa. Il 14 aprile fu fucilato da un plotone di BN insieme a Celestino Iotti, Enzo Dalai, Claudio Franchi, Jules Federico Tagliavini, Walter Compagnoni e Balilla Nodolini.

Autore della presentazione: Enrica Cavina

DATI ANAGRAFICI

Età 20 anni
Genere Maschio
Stato civileCelibe
Data di nascita 24/5/1924
Luogo di nascita Bondeno di Gonzaga
Provincia di nascita Mantova
Residenza Fornace di Luzzara

Data di morte: 14/4/1945
Luogo di morte: Muro di cinta del cimitero di Reggiolo
Comune di morte: Reggiolo
Provincia di morte: Reggio Emilia
Regione di morte:Emilia Romagna

Titolo di studioLicenza elementare
Categoria professionaleOperai
Professione Aiutante in lavori di fatica
Appartenenza alle Forze armateEsercito

ATTIVITÁ NELLA RESISTENZA

Nome di battaglia: Lino
Tipologia del condannato:Partigiano
Prima formazione nella Resistenza: 10/10/1944 - aprile 1945
Tipo di reparto: Brigata
Nome del reparto: Brigata SAP 77ª
Condizione al momento della morte: Combattente
Agente della condanna: Decisione di un comando militare
Esecuzione:Fascista
Tipo di esecuzione: Fascista
Circostanza della morte: Strage
Descrizione della circostanza della morte: Appartenente a un distaccamento con sede a Luzzara della 77ma Brigata S.A.P., attiva fra la via Emilia e il Po, fu catturato il 12 aprile 1945 con circa sessanta abitanti di Luzzara in seguito ad un rastrellamento condotto dalla Brigata Nera. Il giorno seguente fu condotto, insieme ai compagni di lotta con cui era stato catturato, presso le mura del cimitero di Reggiolo e costretto a scavare la propria fossa. Ricondotto nella suola-carcere, fu poi orribilmente torturato.
Causa della morte: Fucilazione
Modalità dell'esecuzione Catturati il 12 aprile 1945 in seguito a un rastrellamento, sottoposti a interrogatori e torture, Celestino Iotti, Enzo Dalai, Claudio Franchi, Lino Soragna, Jules Federico Tagliavini, Walter Compagnoni e Balilla Nodolini furono fucilati presso il muro di cinta del cimitero di Reggiolo da un plotone di BN.
Collegamenti:Strage di Muro di cinta del cimitero di Reggiolo, comune di Reggiolo (Reggio-Emilia). 14/4/1945
Visualizzazione ingrandita della mappa
Condannati dello stesso gruppo di cui esistono lettere: Enzo Dalai | Claudio Franchi | Celestino Iotti | Jules Federico Tagliavini |

BIBLIOGRAFIA

  • Albo d’oro dei partigiani della provincia di Reggio Emilia caduti nella guerra di Liberazione, Reggio Emilia, A.N.P.I., 1950, p. 161.
  • Guerrino Franzini Storia della Resistenza reggiana, Reggio Emilia, Nuova Futurgraf, 1995 (quarta ed.), p. 688, p. 862.

COLLOCAZIONE ARCHIVISTICA

» Leggi
Lettera a famigliari, scritta in data 14-03-1945
Località di stesura: Reggiolo (RE)
Stato del documento: copia



Collocazione bibliografica:
Guerrino Franzini, Storia della Resistenza reggiana, Reggio Emilia, Nuova Futurgraf, 1995 (quarta ed.), p. 862.

Note al documento:
Guerrino Franzini, l’autore del volume Storia della Resistenza reggiana in cui sono riportati i messaggi dei condannati a morte di tale provincia il 14 marzo 1945, afferma che i messaggi originali furono scritti su «minuscoli foglietti di carta quadrettata da notes, sui quali, oltre alle affrettate parole dei morituri, appaiono i loro dati, vergati da una mano diversa, quasi certamente quella del cappellano della Brigata nera. I biglietti vennero recapitati alle famiglie». Nel riportarli integralmente, Franzini avverte che le parole iniziali sono attribuite al cappellano, mentre quelle tra virgolette sono state sicuramente scritte dai condannati.

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